Passa ai contenuti principali

Post

Counseling Scolastico ed Educativo

Il Counseling Scolastico ed Educativo è una pratica molto diffusa nel mondo anglosassone, che si va progressivamente affermando anche in Italia nelle scuole di ogni ordine e grado. Generalmente prevede l’istituzione di uno Sportello Counseling, tenuto da un docente Counselor che si è formato presso una scuola di specializzazione per almeno tre anni di seguito.  Esso si estrinseca in una relazione di aiuto che si rivolge a tutti gli utenti del mondo scolastico, intesi come comunità: alunni, compresi i bambini sin dalla più tenera età; genitori; docenti; dirigenti scolastici e personale ausiliario della scuola. È una pratica che ha come scopo il miglioramento di tutte le relazioni scolastiche e familiari dei giovani utenti, facenti parte della comunità. Difatti, i primi fruitori del servizio sono evidentemente i ragazzi. E secondariamente anche i docenti, i genitori degli alunni e la dirigenza, chiamati in causa come figure di riferimento, presenti e protagoniste nel percorso educati...

Il Counseling

Breve Introduzione Sono un’insegnante liceale di ruolo di Storia e Filosofia appassionata del lavoro che faccio, con felicità e gioia, per la grande carica emotiva che ogni giorno i miei alunni sanno regalarmi. Perché stare in mezzo ai giovani è l’esperienza più bella e arricchente che si possa fare nella vita. Sono anche madre di due ragazzi meravigliosi. Ed è forse anche un po’ per questo che, dopo aver cresciuto i miei figli, ho scelto di rimanere nel mondo della scuola, per continuare a condividere l’emozione di stare con e tra i giovani, future classi dirigenti del nostro paese. Il mio vissuto di mamma e di docente, oltre che di figlia che è stata per anni molto impegnata nella cura di una madre anziana e bisognosa di attenzioni continue e costanti, non mi ha fatto però dimenticare di essere una donna completa, ancora alla ricerca di una stabilità affettiva e sentimentale, che rincorro e che non voglio perdermi. Per le oggettive condizioni del mio vivere ad un certo punto ho senti...

Il Counseling Breve

Il Counseling Breve orientato all’azione 1.1 Il Counseling come relazione d’aiuto Il counseling è una pratica di consulenza psicologica, proveniente dall’insegnamento di Carl Rogers, psicologo statunitense, noto per la terapia non direttiva, centrata sul cliente che fu il primo ad introdurre il termine nel 1951. Sempre più diffuso negli ultimi anni, anche in Italia, il counseling è fondato su un approccio clinico, orientato al dialogo interattivo e partecipante, di tipo assertivo, tra un terapeuta-consulente e il suo paziente-cliente. Le strategie della consulenza psicologica superano la tradizionale analisi psicoanalitica freudiana, basata sul racconto emotivo dei vissuti e del passato, nelle sue espressioni patologiche e traumatiche, e vanno ad affrontare direttamente il cuore dei problemi, per tentare una loro risoluzione attraverso il problem solving e l’orientamento all’azione e al successo. Spesso una terapia analitica dell’inconscio richiede anni di trattamento e di indagine per...

Scrittura creativa

Si dice che la prima forma di terapia per tutti i disagi psichici sia la parola. Già Socrate, col dialogo maieutico, sosteneva che la verità è qualcosa che si partorisce dall’animo, interloquendo con l’altro. La terapia clinica in psicologia utilizza il dialogo come mezzo e strumento diagnostico e terapeutico. Perché il trauma psichico risiede nelle cose non dette, nelle emozioni non verbalizzate che, spesso, costituiscono dei problematici nodi emotivi, difficili da sciogliere. Insomma bisogna parlare, sfogarsi, raccontarsi agli altri. Quando, poi, si tratta di noi, della nostra intimità, è bene scegliere la persona con cui confidarci, sulla base della fiducia reciproca. Un genitore, un maestro, un prete, possono costituire le figure di riferimento tradizionali. Ma si può avere anche un amico, cui raccontare se stessi. Quando questi punti di riferimento sono assenti, la solitudine crea il problema. Ed accade molto più frequentemente di quanto si pensi, che anche persone adulte abbiano ...

Arteterapia

Il counseling espressivo, o art counseling, è un tipo di relazione d’aiuto che utilizza la creatività, il gioco, il movimento. Come altre forme di arteterapia, il counseling espressivo valorizza la comunicazione analogica e non verbale. La sessione di counseling espressivo può essere sia individuale che di gruppo. Il terapeuta incoraggia il paziente, o i pazienti, a esprimersi attraverso la creazione di un oggetto, e a tradurre le sue emozioni nella lingua del fare. Attraverso l’espressione artistica – un’immagine, una scultura, una danza, un racconto, le forme sono le più varie – possono riemergere anche i pensieri e i desideri più profondi, che la psiche aveva rimosso. Non solo il colore e il disegno sono strumenti di crescita, ma anche il gioco, la musica, la danza, il movimento creativo, l’espressione corporea, la fotografia, le immagini, la drammatizzazione, le rappresentazioni teatrali. La mia personale esperienza, contratta nell’ambito del counseling espressivo e dell’arteterapi...

Ascolto attivo

Attenzione rivolta alla relazione. L'ascolto attivo ed empatico prevede che il Counselor, al momento della seduta, si metta a completa disposizione del cliente, guardandolo mentre parla e racconta la sua storia, e astenendosi anche dal prendere appunti, che potrà aggiornare in un momento successivo, mai nel corso dell'incontro. Assolutamente vietato è l'uso del cellulare per rispondere alle chiamate scritte o vocali, e qualunque altro comportamento che possa turbare la concentrazione di entrambi gli interlocutori, la cui attenzione deve essere rivolta unicamente alla relazione.

Valorizzare il silenzio

Apprendere a stare in silenzio. Il silenzio aiuta a guardarsi dentro. Ed è da dentro che affiora la verità, come diceva Socrate, esortando a tornare in se stessi, per far sgorgare il vero dall'animo. Il cliente che vuole praticare la relazione d'aiuto deve affidarsi prima di tutto a se stesso, facendo vuoto, per riconoscere il problema. Potrà così essere compreso dal Counselor, che gli deve offrire una prospettiva d'azione e di cambiamento.

Mantenere il segreto

Il Counselor è obbligato al segreto professionale. Come tutti gli altri professionisti dell'ascolto, medici, psicologi, psichiatri, e docenti, anche il Counselor è tenuto a rispettare il segreto professionale su quanto viene a sapere nell'esercizio della relazione d'aiuto. Affidarsi al Counseling vuol dire perciò anche proteggere la propria privacy, perché, a differenza dell'amico personale, il professionista non può andare a raccontare in giro ciò di cui è venuto a conoscenza nell'arco temporale degli incontri.

Non giudicare

Il Counselor deve astenersi dal giudizio. Uno degli elementi fondamentali dell'ascolto attivo ed empatico del Counselor è l'astensione dal giudizio. Nel corso dei primi incontri, egli "si limita" ad accogliere il vissuto del suo cliente, in silenzio e senza interferire con pareri personali e giudicanti.

Il Counselor è un professionista dell'ascolto

Ascoltare è accogliere l'altro indiscriminatamente. Il Counselor deve essere un professionista dell'ascolto. Egli accoglie il suo cliente senza imporsi a lui, ma lo accetta indiscriminatamente per ciò che è e per quanto gli racconta, in silenzio e senza giudicarlo.